25 marzo 1599

Note
Il presente atto consigliare deriva da una copia parziale eseguita nel 1722, quando nell'Archivio di Cartoceto era ancora presente il libro originale di registro degli Atti Consigliari della fine del Cinquecento. di cui rimane ignota la titolatura d'archivio.
Questo libro è purtroppo andato perduto tra il XIX ed il XX secolo. Non se ne conosce la sorte esatta; tre le ipotesi: espropriato o venduto in epoca napoleonica; bruciato agli inizi del XIX secolo; mandato al macero al termine della Seconda Guerra Mondiale.
La speranza che esso, o copie di esso, possano ancora esistere è molto tenue.
Chiunque possa avere informazioni, anche casuali, in Italia o nel mondo, su materiale documentale antico proveniente da Cartoceto è invitato a darne segnalazione.

La copia dell'atto da cui è tratta la sottostante trascrizione è conservata presso l'Archivio Comunale di Cartoceto, faldone Varie I (1500-1800), I/5, 132.

Trascrizione
Estratto di deliberazione consigliare del Consiglio degli Uomini di Cartoceto dell'anno 1599 in merito alla transazione della Comunità di Fano con il suo Contado in merito al Molino della Sacca.

In Dei Nomine Amen
Adì 25 di Marzo 1599

Congregato, e coadunato il pubblico, e generale Conseglio degli Uomini di Cartoceto.
...
Item fu in detto Conseglio letta una lettera venuta da Messer Paolo Emilio Agostini Capitano del Castello dell'infrascritto tenore.

A tergo:
Alli molto Magnifici Signori Consiglieri, e come Fratelli onorandi Cartoceto

Dentro:
Molto magnifici Signori Consiglieri onorandi,

Per la presente vi faccio sapere, che la Magnifica Comunità di Fano desiderosa d'accrescere non solo l'entrata, ma eziandio la benevolezza tra essa, et il suo Contado per utilità comune. Quindi è, che ha fatto alcuni Eletti per discorrere, e trattare con esso Contado per trovar modo conveniente per l'una, e l'altra parte da unirci tutti al Molino della Sacca macinando a peso ad un tanto per censo, e di detta molitura poi darci la nostra conveniente, laonde li detti Eletti hanno fatto sapere a tutte le Castella tal cosa, quale per quanto s'intende ha piaciuto a tutti, e per oggi apprendo hanno determinato far li Consigli, come ancor io sendo ricercato a far il simile avvisai ier sera alli Massari, che facessero sonare il Consiglio per oggi sperando di potermi ritrovare in persona. Ma poiché per gli altri intrichi pubblici, e particolarmente per causa della Gabella, che ancora non l'ho potuto espedire, non è stato possibile, che io torni, per tanto ho risoluto farvi tal proposta con la presente, acciò parendovi ancor voi facciate un pajo di Eletti, come gli altri Castelli, per mostrar anco Voi di avere il medesimo desiderio, cioè dell'utile pubblico, et augmento di benevolenza, li quali Eletti venghino poi giù quanto prima a tentar tal negozio, e riuscendo in bene, come si spera subito lo riferirò in Consiglio, et allora poi si darà autorità ad altri Eletti ancora, che vadino a far l'obbligo. E perché per questa prima volta si discorrerà in particolare, che entrata darà la nostra Comunità a quel Molino, del che essendo che Messer Gioambattista Bartoli, e Messer Bartolomeo Corbelli, come già domandarsi ne saranno più informati d'ogn'altro, però ve li propongo per Eletti. Servate adunque l'ordine solito di proporgli per fave, ma però favoritissime, come loro, ed il negozio meritano, acciò possino poi venire a trattare allegramente quanto si è detto li sopra, il che si spera con l'ajuto del Signore, che sarà di sommo utile, e satisfazione di tutti, con che vi lascio le mani, e prego il Signore, che ve ispiri a fare quanto sarà per meglio.

Di Fano alli 22 di Marzo 1599.

DD. VV. SS. MM. Come Fratello Paolo Emilio Agostini Capitano del Castello, la qual lettera essendo per me Francesco Corvini V. Cancelliere letta pubblicamente in Conseglio, e per detti Consiglieri intesa, e bene considerata, fu ordinato, concluso, e stabilito, che secondo il contenuto della detta lettera, a detti Messer Gioambattista Bartoli, e Messer Bartolomeo Corbelli si dovessero eleggere al predetto negozio e così gito il partito attorno ottenne per fave favorevoli num. 31, e li discrepanti numero tre, li quali Eletti furono approvati in ogni miglior modo.

Scansioni
 



 

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