23 gennaio 1558

NOTE

Il presente atto consigliare deriva da una copia eseguita nel 1722, quando nell'Archivio di Cartoceto era ancora presente il libro originale di registro degli Atti Consigliari della metà del Cinquecento. segnato sotto la lettera D.
Questo libro è purtroppo andato perduto nel 1947, mandato al macero assieme a quintali di altre preziose carte per iniziativa di un insano segretario comunale.
La speranza che esso, o copie di esso, possano ancora esistere è molto tenue.
Chiunque possa avere informazioni, anche casuali, in Italia o nel mondo, su materiale documentale antico proveniente da Cartoceto è invitato a darne segnalazione.

La copia dell'atto da cui è tratta la sottostante trascrizione è conservata presso l'Archivio Comunale di Cartoceto, busta Varie I (1500-1800), I/5, f. 131. Un'altra copia dello stesso atto consigliare trovasi presso l'Archivio di Stato di Roma, Buon Governo, serie II, b. 790A, Cartoceto II (1711-1784), 16 maggio 1722. Quest'ultimo riporta la seguente annotazione: “Copia autenticata del notaio Nicola Pandolfi di S. Costanzo, dimorante a Cartoceto, trascritta dall'originale Liber Consiliorum Terrae Carthyceti, segnato sotto la lettera D, a pag. 91, il 31 ottobre 1722”.


TRASCRIZIONE

Copia del Consiglio Popolare per l'erezione de' Molini da Olio
recopiato dal Lib. D.D.D. a p. 91 della Comunità.

A dì 23 di Gennaro 1558

Congregato, e coadunato il publico, et generale Conseglio del Castello di Cartoceto nella Casa del Commune di detto Castello al suon della Campana, et a voce del Piazzaro more solito di commissione di Simone già di Filippo d'Agostino Capitano del detto Castello dell'instante Mese di Gennaro sopraditto, alla presenza di Ser Jacomo Lotrecco del detto Castello di Cartoceto, al presente Notaro al Banco della Ragione del detto Luogo elletto, assumpto, et deputato al detto Offitio del Notariato per el Magnifico Conseglio Generale della Magnifica Città di Fano, et in vice, et nome del Speciale Homo Mastro Paolo Francesco Lanceo Cittadino di Fano, al presente Capitano Generale del Contà di Fano di qua dal Metauro, nel quale vi furono presenti più delli doi terzi delli Huomini di detto Conseglio ordinario, senza quelli Huomini che furono commandati al detto Conseglio per il Piazzaro, che non sono nel nummero delli Consiglieri, quali sono tutti gl'infratti:

Mastro Domenico Francesco Franceschino
Frà Guiglielmo di Paolo dell'Ordine delli Frati Eremitani di Sant'Agostino
Ser Giovanni Battista di Mastro Vicho
Pietro Simone Panetio
Horatio delli Agostini
Francesco Michelino
Giovanni Francesco di Mastro Gasparro
Nicolò di Giovanni Paolo
Giovanni Andrea delli Augustini
Mastro Francesco delli Bartoli
Domenico d'Augostino Talalà
Mastro Vangelista dell'Anna
Girolamo Martinuccio
Giovanni d'Alberghetto
Bernardino di Mastro Vicho
Paolo di Cantarino
Cecco d'Ambrosino
Cola di Gasparino
Paolo di Vicho
Nicolò di Ser Marco
Simone di Bartoluccio
Mastro Federico fabbro
Michele Angelo Palmucciolo
Jacomo Tonello
Giovanni di Braccia
Christofano di Marino
Usepio di Paolo Antonio Corbello
Pietro di Francesco
Bartolomeo di Sambuco
Berto della Cilla
Gocciono di Matteo
Andrea di Paolo di Bartholo
Antonio Corvino
Bartolomeo delli Fabbri
Vangelista Calzolaro
Giovanni Francesco Diotalevo
Bastiano di Gocciono
Mastro Pietro di Mastro Vicho
Cecco di Pietro di Cola
Cola di Marino
Marzuolo di Cinascio
Simone di Bartoluccio
Marco di Giorgio
Tomasso Corbello
Pietro di Ton d'Augustino
Camillo già di Pietro Paulo d'Augustino
Simone di Filippo Capitano del Castello, et
Bartolomeo di Tonello, e
Bartolomeo di Baldaserra suoi Massari

Fu proposto per me Pietro Nicolò Claro Cancelliero, che essendoche Papa Paolo III predefunto imponesse il Sussidio Triennale al Stato Ecclesiastico detto Taglione, che sanno bene da 17, overo 18 Anni in qua, e maxime alla nostra Magnifica Comunità di Fano, et la nostra Comunità del detto Castello di Cartoceto habbia pagato sempre con gran difficoltà la rata che li toccava della detta Impositione, pensando che a qualche tempo havesse a finir una volta di pagare detto Taglione, oltraché ce erano certi pochi Terreni della prefata Comunità di Cartoceto col frutto delli quali se pagava detta Impositione, et poi habbia pagato li denari della prestanza a Papa Giulio III predefunto, che per pagar pagar detta prestanza bisognò vendere li Terreni di detta Comunità, e per la Santità di Nostro Signore Papa Paolo IV sia stato imposto l'impositione del Donativo, e del mezzo, et Un per Cento, quale medesimamente se sono pagate con grandissima difficoltà, et evidentemente si conoscano che bisogna pagar detto Taglione, anzi si creda fermamente che non sia per finir più, oltra il Censo di Nostro Signore, che è cosa ordinaria, senza le altre cose, che occorrono alla giornata estraordinariamente, e che la prefata Comunità sia ridotta all'estrema miseria, e che sia senza un quattrino di entrata, e non possa più resistere di far tanti Pagamenti, et che la maggior parte degli Huomini di Cartoceto predetto serìa di parere, accioché gli Huomini di detto Castello non havessero da limarsi, e logorarsi a poco a poco, e poi abbandonar la Patria, che ogn'uno havesse a metter mano alla sua borscia, et veder di far qualche poco d'entrata per la Comunità, et sforzarsi di pagare, o potere, o non potere, perché ciascuno farìa per lui, cioè di comprare un Molino da Olio, over doi delli fatti con due Macine, et più, se più se ne potrà comprare; se non, far quel che se potrà, overo comprar le Case fatte, overo li Posti, e poi fabricarci detti Molini da Olio, acciò la prefata Comunità havesse qualche entrata, e sapesse dove se ricorrere alli suoi bisogni per far tanti Pagamenti, e pagare tante Impositioni tanto ordinarie, quanto extraordinarie, che corrono alla giornata, et non per altro effetto, né per altra Causa.
Che per tutte le sudette cause, e raggione Io Pietro Nicolò Claro Cancelliero sopradetto faceva tal Proposta al detto Conseglio de commissione del sudetto Simone di Filippo d'Augustino Capitano del detto Castello, qualmente animo mio era, che si dovesse far sforzo di pagare, et mettere insieme tanti denari, che basti a comperar detti Molini da Olio, e che medesimamente io haveva a piacer grande intendere, che mentre; e parer era di detti Consiglieri: onde li detti Consiglieri intesa tal Proposta, fatta sopra detti Molini da Olio, ognuno respunse promptamente una voce, che si dovessero far detti Molini, overo comprare delli fatti Uno, over Doi, et più, et manco, quanto se potrà, perché era cosa, che tornaria in grande utilità generalmente a ogn'uno, e così non obstante che li detti Consiglieri tutti a una voce fossero di parare, che si dovessino fare, et fabricare detti Molini, overo comprar delli fatti, fu detto, che si dovesse mettere il Partito, accioché la Cosa fosse più valida, et per Severo publico Piazzaro del detto Castello furono date le fave a Uno per Uno di detti Consiglieri, e fu detto per me Pietro Nicolò Claro Cancelliero, che tutti quelli che volevano, che si facessero, over si comprasseno detti Molini, che mettessero la lor Fava nella Bretta negra, et quelli, che non volevano, et erano di contrario parere, che dovessino mettere la lor Fava nel Capello di panno negro; onde date, e ritolte, e rihavute le dette fave per il detto Severo, et nummerate, et contate le dette Fave a una per una per me Pietro Nicolò Claro Cancelliero; le fave di quelli Consiglieri, che volevano, et erano di parere, che si facessero detti Molini da Olio, overo si comprasseno delli fatti, furono Fave nº. 46, et quelli, che erano di contrario parere, e non volevano, che si facessero detti Molini, furono Fave nº. 4, e così fu ottenuto, concluso, e stabilito per il detto Conseglio, che si facessero detti Molini, over si comprasseno delli fatti, non obstante le quattro Fave date in contrario, omni meliori modo.

Item fu proposto per me Pietro Nicolò Claro Cancelliero, che essendo che il detto Conseglio alla presenzia del sudetto Vice Capitano Generale si fosse risoluto, che si dovessino fare, over comprare li Molini da Olio, come ne appare il Partito ottenuto nel contrascritto foglio, et che tal cosa non si possa fare senza ellettione d'Huomini, che seria stato ben fatto di elleggere cinque, o sei di detti Huomini del Conseglio, overo d'altri ancora, che non siano del Conseglio, purché sia al proposito della Comunità, acciò se habbiano a fare, overo comprare detti Molini, e si mandi ad effetto quanto è stato ordinato dal detto Conseglio. Onde li detti Consiglieri intesa tal Proposta risposeno tutti una voce nemini discrepante, che era buona, e util cosa di fare qualche eletti, e che non si poteva far di meno, volendo che si facciano detti Molini, et così di commissione del detto Conseglio e di tutti li sopranominati Consiglieri per Simone di Filippo d'Augustino Capitano del Castello sopradetto, et suoi Massari furono eletti tutti questi infratti:

Mastro Francesco delli Bartholi
Mastro Paolo di Mastro Vicho
Mastro Giovanni Francesco Diotalevo
Jacomo Tonello
Bastiano di Gocciono
Francesco di Jacomo Michelino,

alli quali eletti tutti li sopra nominati Consiglieri dettero piena licenza, balia, autorità, et potestà, che loro possano fare, et fabricare detti Molini da Olio, over comprar delli fatti Uno, Doi, overo più, quanto a loro parerà, che sia alla bastanza, e sufficientia di poter macinare tutta l'Oliva di detta Comunità, et che loro possano riscuotere, et astrengere a pagare tutte quelle persone, che hanno promesso volontariamente di pagare, come appare nella lista, et si quelli denari de quelle persone, che hanno promesso volontariamente di pagare, non fosseno bastevoli a far detti Molini, overo a comprare delli fatti, che detti elletti habbiano autorità, et possano astrengere la Comunità del detto Castello di Cartoceto a metter Colte, et farli pagare tanto quanto farà bisogno per il restante delli denari, che bisognasse di pagare detti Molini, e che detti elletti habbiano tutta quella autorità in trovar modo di fare, overo di comprare detti Molini, che ha il detto Conseglio di Cartoceto, promettendo tutti li detti Consiglieri quel che per li detti elletti serà fatto sopra ciò haver rato, et firmo, omni meliori modo.

Item fu proposto per Mastro Giovanni Francesco Diotalevo uno di detti Consiglieri, che essendo che il detto Conseglio habbia risoluto, che si facciano detti Molini da Olio, et che habbia fatto gl'elletti, che ancora seria di parere, che ogn'uno portasse a macinare la sua Oliva al Molino della detta Comunità, e che si dovesse intendere l'animo, e la mente del detto Conseglio. Onde li detti Consiglieri, essendo interrogati tutti a Uno per Uno, si volevano portare la loro Oliva alli Molini da Olio da farsi, overo da comprarsi presso la Comunità, risposeno tutti insieme una Voce nemini discrepante, che erano contenti di portar tutta la loro Oliva, che riscuoteranno, et haveranno alli Molini della Comunità, mentre che il detto Molino, overo detti Molini seranno della Comunità di Cartoceto, et così se obbligorono, et promiseno per sé, e loro Eredi, et Successori d'andar a macinare al Molino della detta Comunità, et portar la loro Oliva; mentre né sarà Padrona la detta Comunità di Cartoceto, et quando la detta Comunità non ne fosse più Padrona di detti Molini da Olio, che li detti Consiglieri in modo alcuno non siano tenuti, né obbligati portare la loro Oliva al Molino del detto Commune di Cartoceto, e così fu risoluto, concluso, e stabilito, omni meliori modo.

Copia di Consiglio

Copia del Consiglio Popolare per l'erezione de' Molini a Olio delli 23 Genaro 1558

Molini da Olio della Comunità

Immagini



 

Nessun commento:

Posta un commento